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Per Certi Versi - Incontro con Giovanni Fontana
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Itinerari nella poesia italiana contemporanea
Quarto incontro
Per certi versi
Itinerari nella poesia italiana contemporanea
Quarto
incontro
A cura di Pier Luigi Ferro
Incontro con Giovanni Fontana
Aula Magna del Liceo Artistico Martini
Via Manzoni – Savona
Venerdì 12 marzo 2010 ore 15.30
L’incontro è aperto alla
cittadinanza
In occasione della mostra organizzata dalla Fondazione
Berardelli di Brescia a lui dedicata (e aperta fino al 31 marzo) nonché della
pubblicazione del libro-catalogo Testi e
pre-testi, è ospite del ciclo di conferenze dedicate alla poesia
contemporanea organizzate dal Liceo “Chiabrera” il poliartista intermediale,
poeta e performer di fama internazionale Giovanni Fontana, che la scorsa
primavera ha realizzato al Teatro “Chiabrera” di Savona la prima esecuzione
integrale del Poema del Candore Negro di
Farfa
iovanni Fontana è un poliartista. Ha
esperienza di arti visive, architettura, teatro, letteratura, musica, ma il
territorio che predilige è quello della scrittura intermediale. Alla fine degli anni Sessanta costituisce un laboratorio
teatrale che gli consente di praticare ricerche sul piano visuale, gestuale e
sonoro. Negli anni Settanta inizia la sua collaborazione con Adriano Spatola,
che gli pubblica “Radio/Dramma” (Geiger, 1977), testo che si pone tra poesia
visiva, scrittura paramusicale, fonetismo, partitura d’azione, libro d’artista.
Nel 1978 entra nella redazione di “Tam Tam” e inizia a frequentare i territori
della sperimentazione poetica internazionale stringendo rapporti di
collaborazione con i più significativi esponenti: da Dick Higgins a John
Giorno, da Henri Chopin a Bernard Heidsieck, da Julien Blaine a Jean-Jacques
Lebel. Partecipa
a centinaia di importanti festival di nuova poesia e di arti elettroniche, da
Parigi a New York, da Tokyo a Shanghai. Già
nel 1981 Arrigo Lora Totino lo definisce come “uno dei migliori poeti sonori
italiani”. Secondo Henri Chopin è “della stessa scuola di composizione di
Paul De Vree e come lui ci cattura, ma, in più, ha una voce superba” (1983).
Senza mezzi termini per Spatola “è un maestro”, addirittura “diabolico” (1988). Heidsieck scrive che “abbiamo
molto da imparare dal suo combattimento tra la voce e l’assenza” (1989); Pierre
Garnier sottolinea la sua “conquista di libertà” (1999); per Gerhard Rühm “la sua
poesia sonora è straordinaria” (2003).
Autore di scritture
verbo-visive, di fonografie e videografie, ha pubblicato diversi dischi e libri, tra i quali due
romanzi sonori: Chorus (Manni, 2000)
e Tarocco Meccanico (Altri Termini,
1990), che secondo Paul Zumthor è “punto
di risoluzione e di convergenza di tutte le interrogazioni rivolte al
linguaggio da trent'anni a questa parte”. Ha scritto saggi teorici e critici;
tra questi La voce in movimento (Harta performing, 2003) e Poesia
della voce e del gesto (Sometti, 2004). Ha curato per la rivista “Il Verri”
il CD Verbivocovisual. Antologia di poesia sonora 1964-2004.
Tra i suoi libri di poesia Le lamie del labirinto
(Dismisuratesti, 1981), L'uomo delle pulizie (Dismisuratesti, 1984), Scritture
lineari (Hetea, 1986), Paysages
(Poiesis, 2000), Frammenti d’ombre e penombre (Fermenti, 2005).
Ha
fondato la rivista di poetiche intermediali “La Taverna di Auerbach” e
l’audiorivista “Momo”. Ha fatto parte
delle redazioni di “Baobab” e di “Altri Termini”. Attualmente è redattore delle
riviste internazionali “Doc(k)s” (Francia) e “Inter” (Canada). È direttore di
“Territori”, trimestrale di architettura e altri linguaggi.
Con opere verbo-visuali ha
preso parte a circa seicento mostre in Europa, nelle Americhe, in Giappone e in
Australia; tra queste la XVI
Bienal de São Paulo (1981), Italics 1925/1985
(Columbia University, New York, 1985), XI Quadriennale di Roma (1986), Brain
Apartment (50a Biennale di Venezia, 2003), Poeti XXL.Maestri europei della
Poesia visiva (Chiari, Brescia,
2006), Biennale di Malindi (Malindi,
Kenya, 2006).
Ha scritto testi poetici per svariati
musicisti, tra i quali Antonio D’Antò, Ennio Morricone, Umberto Petrin, Luca
Salvadori, Roman Vlad, ecc.. Attualmente fa
parte del gruppo “Hermes Intermedia”. Tra i suoi testi per musica c’è una nuova
versione dell’Histoire du soldat di
Igor Stravinsky.
Negli ultimi trent'anni ha proposto performances e
installazioni in centinaia di festivals di nuova poesia e di arti elettroniche;
tra le principali partecipazioni: Video
Sound Poetry (Ferrara, 1984), Ottovolante
(Firenze, 1984), Audio Art / Video Art
(Monza, 1985), Espèces nomades
(Québec, 1986), Fondation Danae
(Parigi, 1988), Festival de la Bâtie (Ginevra, 1988 e
2001), Poliphonix (Centro Pompidou,
Parigi, 1989), Strathclyde University
(Glasgow, 1990), III Biennale di Poesia
Sperimentale (Città del Messico, 1990), Milanopoesia
(Milano, 1990), Story Telling
(Danzica, 1991), Interzone
(Québec, 1992), Le Refuge (Marsiglia,
1993), International Performance Art
(Dresda, 1993), Castle of Imagination
(Bytow, 1993), Transart Communication 2
(Nove Zamky, 1993), NIPAF (Tokyo,
1995, 2001, 2008), Perforium
(Budapest, 1995), Artmedia (Università
di Salerno, 1995), A Creativitat Ara
(Valencia, 1996), Poliphonix 30
(Barcelona, 1997), Dimension O
(Vilnius, 1997), Romapoesia (Roma,
1998 e 2003), Polysonneries (Lyon,
1999), Fondation Danae (Jarnac,
1999), Viatge a la Polinésia (Barcelona,
1999), Art et Nouvelles Technologies (Musée d’Art Contemporain,
Bordeaux, 2000), AAA, Art électroniques n°2 (Besançon 2000), Voix de la Méditerranée
(Lodève, 2001), Fadjr Music Festival (Teheran, 2001), Berliner
Sommerfest der Literaturen (Berlino, 2002), Artransmédia (Principado
de Asturias, Gijon 2002), Brain Apartment (50a Biennale di Venezia,
2003), Festival de Polipoesia de Barcelona (Barcelona, 2003), Living Theatre- Labirinti dell’Immaginario (Napoli, 2003), XIV Biennale Sztuka Jako Działanie (Poznan,
2003), La svolta degli
anni 60
(Padova 2003), Varianti – Suono, immagine, parola (Piacenza,
2004), Klang-Aktionen
(München, 2004), Howl! Annual Festival of East Village Arts (New York, 2004);
East Wind – West Wind, Shanghai Mixed Media Art Festival (Shanghai,
2005); Der Lange Atem (Essen, 2005), Festival
Filosofia (Modena, 2005), Sonorité (Montpellier, 2005), IV
Encuentro Internacional de Performance (Valencia, 2006), Scorecologne (Köln, 2006), Krikri 2006 (Gand, 2006),
Les mots en vue (Montecarlo, 2006), National Review of
Live Art (Glasgow, 2007), Isotopeisou (Bruxelles, 2007), Sons
de Plateaux (Marseille,
2008), Caravane de la parole (Québec,
2008), New
Territories (Glasgow, 2009); ecc. È intervenuto
al convegno Art Action (Québec 1998)
con una relazione sulla performance in Italia
Nel 2008 ha vinto il “Premio Eugenio Miccini”, alla carriera,
per la “poesia d’azione”.
Non mero catalogo, ma
vero e proprio libro da collezione Giovanni Fontana.
Testi e pre-testi, recentemente
pubblicato dalla Fondazione Berardelli di Brescia, nei cui spazî è in corso (19
dicembre 2009-31 marzo 2010) la prima mostra antologica dedicata al poliartista intermediale frusinate. Il volume, suddiviso in cinque sezioni, quanti i decennî
lungo i quali s’è dipanato il percorso dell’autore (i primi assemblaggi
parola-immagine datano al 1966) e locupletato da un cd contenente un’antologia di lavori sonori, è introdotto da
un denso saggio di Marcello Carlino e presenta testimonianze di Pierre Garnier,
Melania Gazzotti, Arrigo Lora Totino, Eugenio Miccini, Giulia Niccolai, Adriano
Spatola e Nicole Zanoletti.
Insaziato
cercatore e sperimentatore di linguaggi, regista e performer dotato di capacità
interpretative assolutamente fuori del comune (teatro, video, audio i suoi
campi d’azione), fondatore di riviste storiche come «La taverna di Auerbach» e
«Momo», teorico delle scritture intermediali (La voce in movimento, 2003; Poesia
della voce e del gesto, 2004), autore di
romanzi sonori (Tarocco meccanico,
1990; Chorus, 2000), Giovanni Fontana
è una delle voci più vive e originali del secondo Novecento, cui
l’(auto)confinamento entro l’angusto circuito ultravanguardistico non può non
aver nuociuto in sede ricettiva e di consenso. Si apra a caso la sua ultima
silloge poetica Frammenti d’ombre e penombre edita da Fermenti nel 2005 («siffla e strigne / finché nulla resta /
oltre la cecità magra di nebbie / dove proprio quell’ombra luminescente /
azzurra»; «stridule risa poi e colpi e lai di quell’inverno / la notte dai
balconi del potere / si perde complice nei vicoli / quando inconoscibili al
buio cadono le mani tronche / sotto la scure dei cospiratori / per
quell’inferno / slash / quando quell’ombra / :incombente») e si dica se egli
non meriti a pieno titolo l’iscrizione ai ruoli effettivi della poesia italiana
contemporanea senz’aggettivi.
Gualberto Alvino
Comunicato stampa della
Fondazione Berardelli
19 dicembre 2009 - 31 marzo 2010
GIOVANNI
FONTANA, Testi e pre-testi | Fondazione Berardelli, Brescia
La Fondazione
Berardelli di Brescia inaugura la prima grande mostra antologica
dedicata al poeta visivo, sonoro e performer Giovanni Fontana.
Le prime tavole verbo-visuali di Fontana, in cui assembla parole e immagini
provenienti da quotidiani e rotocalchi, risalgono al 1966. Si accorge ben
presto che la tecnica del collage, intesa in senso classico, è limitante per le
sue esigenze espressive. Nella realizzazione della serie delle ottanta tavole,
che poi comporranno il libro d'artista “Radio/Dramma”, unisce a immagini
provenienti dal mondo della comunicazione di massa, brani dattiloscritti a cui
sovrappone annotazioni, cancellature e disegni. La sua verve creativa lo spinge
poi a superare i limiti imposti dalla parola scritta, per coinvolgere spazio,
suono e gesto. Inizia così a cimentarsi con forme espressive legate all’ambito
del teatro, del video e della sperimentazione audio per concentrarsi
successivamente nella pratica della performance, nella quale riesce a
racchiudere tutte le sue precedenti esperienze di attore, regista e poeta
sonoro.
Giovanni Fontana non si riconosce quindi all'interno di una specifica corrente
artistica e trovando limitante per sé l'appellativo di poeta visivo, preferisce
definirsi un “poliartista”. Per differenziare la sua esperienza da quella verbo
visuale conia il termine “poesia pre-testuale”: una nuova disciplina capace di
servirsi di differenti linguaggi non necessariamente legati ad un unico ambito.
La scelta di utilizzare un medium per veicolare un'idea non è per Fontana
un'operazione definitiva e limitante, ma uno stimolo, un trampolino -per usare
la definizione di Bernard Heidsieck- per riuscire a sviluppare ulteriormente il
medesimo lavoro, attraverso un altro mezzo.
Giovanni Fontana negli ultimi trent'anni ha partecipato a più di seicento
mostre collettive e ha proposto performance e installazioni video e sonore in
centinaia di festival di nuova poesia e di arti elettroniche in tutto il mondo.
La mostra allestita presso gli spazi della Fondazione Berardelli presenta i
lavori più significativi della sua produzione, dalle prime tavole di poesia
visiva degli anni Sessanta fino alle opere più recenti. Sarà documentata anche
la sua esperienza di poeta sonoro e performer, oltre all’intensa attività
editoriale che l’ha accompagnato nel corso di tutta la sua lunga carriera.
Inaugurazione sabato 19 dicembre 2009
ore 18.00
Fondazione
Berardelli
Via Milano 107, 25126 Brescia
Tel. 030 313888
info@fondazioneberardelli.org
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venerdì 12 marzo 2010
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