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Storia del Liceo : cenni
Fu la legge Casati, nel 1859, durante il Regno di Sardegna, a istituire il Ginnasio Liceo, con la finalità di formare la futura classe dirigente del paese. Il termine "liceo" fu ripreso dalla scuola fondata in Atene dal filosofo greco Aristotele (IV sec. a. C.), mentre l'aggettivo "classico" individua nel latino nonché nelle discipline umanistiche, più generalmente intese, la specificità di codesta scuola.
Nel successivo luglio 1860, l'Amministrazione della nostra città deliberò, in base a tale legge, la fondazione del Regio Liceo di Savona, intitolato sei anni più tardi al poeta savonese Gabriello Chiabrera (1552 - 1638). La sede originaria fu in piazza delle Erbe, nel prestigioso Palazzo Brandale, oggi scomparso in seguito alle distruzioni belliche.
Inizialmente il ciclo di studi comprendeva i soli tre anni del Liceo, a prosecuzione del quinquennio ginnasiale allora presente presso le due corporazioni religiose degli Scolopi e dei Missionari.
Fin dall'inizio della sua storia il Liceo Chiabrera si segnala per l'impegno e la serietà degli studi: nel 1865 viene citato ad esempio, insieme al Liceo di Benevento, nelle "Cronache annuali dei Licei italiani" e nel 1886-87 Giosuè Carducci, presidente della Giunta dell'Istruzione Superiore, lo indica come il più meritevole di encomio.
La severità degli studi liceali di Savona diventa proverbiale, tanto da accendere una polemica sulle cronache dei giornali cittadini ("Letimbro" e " Vecchio Cittadino") nel 1903; d'altra parte non poteva essere altrimenti, con docenti come il prof. Antonio Fiammazzo, illustre dantologo, Adelchi Baratono poi deputato in Parlamento, Attilio Momigliano, critico letterario fondamentale per la cultura del Novecento. Né erano da meno gli allievi, se nei primi anni del 1900 troviamo sui banchi del Liceo Chiabrera i poeti Camillo Sbarbaro, che vi scrisse la sua prima raccolta Resine pubblicata grazie ad una sottoscrizione dei compagni di classe, e Angelo Barile.
Nel primo anno di attività 1860-61, il Liceo contava sei insegnanti e 61 allievi maschi; la prima donna conseguì la maturità nell'a. s. 1904-05: si chiamava Fausta Dogliotti.
Nel 1912 venne inaugurato l'edificio situato in via Caboto, ancora oggi sede del Liceo Classico "Chiabrera", dove si formarono tanti studenti che nelle due guerre mondiali e nella dura esperienza della Resistenza sacrificarono la vita per l'alto ideale della libertà, nonostante chi presiedeva l'Istituto dovesse attuare le direttive di regime, come avvenne in tutte le scuole d'Italia. Ma, ha scritto l'on. Carlo Russo, ex-allievo, oggi europarlamentare, il senso di appartenenza al Liceo Chiabrera abbatte anche le barriere ideologiche: "Il Liceo diventa una grande forza, nella misura in cui riesce a mantenere questi vincoli di amicizia al di là delle differenze di opinioni, rispettando le libertà di ciascuno di noi."
Così dalle aule del Liceo Chiabrera sono potuti uscire molti protagonisti della vita sociale, politica, o culturale della città e del Paese come Umberto Albini, docente universitario e uno dei massimi esperti europei del teatro classico, Vittore Branca, accademico dei Lincei, Renata Cuneo, scultrice di valore nazionale, Sandro Pertini, "il Presidente della Repubblica più amato dagli Italiani", Guido Torrigiani, illustre professore di matematica nell'università.
La vitalità del Liceo Chiabrera è testimoniata anche dalla sua adesione ad iniziative di innovazione didattica, che hanno caratterizzato la specificità della scuola soprattutto negli ultimi 15 anni.
A partire dalla riforma del 1962 che istituiva la scuola media unificata, cominciò a porsi il problema della trasformazione anche della scuola superiore, così che essa fosse maggiormente funzionale alle nuove esigenze della società.
In tutti questi anni la scuola superiore ha subito sul piano istituzionale solo qualche ritocco; quando, peraltro, le singole scuole si sono fatte protagoniste del rinnovamento, hanno saputo avviare e realizzare progetti generalmente validati dagli esiti, affidando il rinnovamento quasi esclusivamente alle sperimentazioni didattiche, puntualmente autorizzate dal Ministero
È stata, di recente, approvata dal Parlamento una riforma complessiva (legge 53/2003), che dovrebbe ridefinire l’assetto della scuola italiana (anche se mancano tuttora i decreti attuativi attinenti la scuola superiore).
Sono comunque già in vigore i seguenti provvedimenti che la riguardano:
• la legge sull’autonomia scolastica
• la riforma dell’Esame di Stato
• la trasformazione dell’obbligo scolastico e formativo – già innalzato nella precedente legislatura rispettivamente a 15 e 18 anni – in diritto-dovere allo studio fino al 18° anno di età.